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Giuseppe Franchini: una vita tra moto e aerei

Aggiornamento: 5 dic 2023

1. Tre pregi/difetti di essere tecnico aeronautico

Da ingegnere aeronautico apprezzo la mentalità, il metodo e la comprensione che dà l’ingegnere, le capacità di concepire manufatti degni dell’uomo. Difetti, invece, dell’ingegnere, pur ampliando le risorse umane non è in grado da solo di saziare l’animo, nelle sue tensioni e realizzarsi su questo tema. L’uomo ha bisogno di un confronto e di un nutrimento più alto. Questi vengono dalle discipline di lingua, storia, letteratura e manifestazioni artistiche così come le riflessioni filosofiche e religiose. Dopo aver messo il pane in tavola per sé e per i suoi cari, le coscienze di averlo fatto migliorando se stessi è ciò che riempie l’animo.


2. Percorso di studio.

Asilo, scuole elementari, medie, liceo scientifico e università.


3. Perché ha deciso di percorrere questa strada

Mia mamma e mio papà avevano una piccola impresa edile e ho visto progettare e costruire, perciò a quattro anni sapevo già che volevo fare l’ingegnere e a cinque anni l’ingegnere aeronautico.


4. Consigli che darebbe a una persona che vuole intraprendere il percorso di tecnico

STUDIO! Affronta le difficoltà, le discipline veramente formative sono “meccanica razionale”. Cercate un prof tosto che sappia e che vi si congratula ogni volta che fate giusto e allora sarete ingegneri aeronautici. Poi tenete aperta la mente e chiedetevi sempre che attività state svolgendo e più utile che chiedervi a cosa vi serve.


5. Il suo più grande successo

Non saprei, ho riparato macchine per ospedali, ho ottenuto un brevetto internazionale, ho progettato un aeroplano e sono riuscito a certificarlo in Israele, ho progettato moto da corsa. Tutti i miei progetti mi sono cari e poi ci sono gli allievi.


6. Interessi al di fuori del settore aeronautico

L’altro grande amore è stata la moto, ho girato tutta l’Europa occidentale partecipando e organizzando raduni per 10 anni.


7. Ha mai collaborato con imprese molto conosciute?

Non ho mai lavorato per imprese “famose”.


8. Se non avesse intrapreso questo percorso, cos’altro avrebbe fatto?

Non lo so, non ho mai voluto stare distante dal percorso aeronautico, avendo un’offerta da un’officina di S. Diego in California che costruiva componenti per auto da corsa. Magari avrei lavorato là se non avessi avuto una famiglia che aveva bisogno di me.


9. Se lei potesse tornare indietro nel tempo, che epoca sceglierebbe?

La storia mi piace tutta, quindi non esiste un'epoca precisa in cui mi piacerebbe vivere: i primi anni dell' Impero romano, il Medioevo o il Rinascimento italiano, il "500 italiano... Ma quando mi hanno fatto male i denti ho sempre ringraziato il Signore di essere nell'anno che sono…


10. Lei come insegnante, su cosa si basa per insegnare?

Guardo in faccia i miei allievi e cerco di capire il flusso dei loro pensieri quando spiego. Dalle espressioni incerte capisco dove devo soffermarmi e, alla lunga, di questo ne sono grato perché mi obbligano ad approfondire ciò che magari avevo dato superficialmente scontato.


11. Se avesse la possibilità di incontrare un personaggio storico del mondo dell’aviazione, chi vorrebbe incontrare?

Mi piacerebbe essere stato vicino a quello autentico gigante dell'aviazione e della storia italiana che fu Italo Balbo, un grande in tutto ciò che fece. Altre figure più grandi, ma limitate al solo settore aeronautico sono Kelly Johnson e Wernher von Braun.

12. Quali sono i suoi obbiettivi per quest’anno?

Divertirmi e appassionare i ragazzi alle loro vite e alle loro crescite

13. Quali sono state le sue emozioni quando ha volato per la prima volta?

Emozione e un po' di fifa. La prima volta in aliante con l'istruttore, una volta sganciato il cavo del trainatore, ho cercato qualcosa che mi desse trazione, un motore, magari dei pedali… Poi mi sono ricordato di aver studiato che bastava dare comando e picchiare. Il primo volo da solista, quando l'istruttore si è seduto sull'ala per darmi le ultime raccomandazioni mi sono detto "... se si fida lui ha lasciarti solo, fidati anche tu!".

14. Qual è il tuo aereo preferito?

Sono tanti… il CR-42 che è il miglior biplano da caccia di tutti i tempi, il Caproni 309 di cui mio padre mi disse meraviglie. Oppure un brutto anatroccolo insolito e sgraziato nella forma ma versatile e accattivante che è il Grumman Duck.






Articolo scritto da Luca e Akram

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